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21 luglio Pellegrinaggio al Santuario Di Dammusi E' una delle ricorrenze religiose più importanti di San Giuseppe Jato. Ogni anno dal 1785 alle 4 del mattino, una folla di fedeli provenienti da ogni parte del mondo si riunisce davanti al Santuario Mariano (“Chiesa Nica”) in attesa che il quadro raffigurante la Madonna della Provvidenza venga posto sul carro e dia il via al pellegrinaggio. Buona parte dei fedeli affronta il tragitto a piedi nudi, per “prumissioni”, fino al Santuario. Il Santuario edificato a metà ottocento per volontà di Niccolo Lucido, di Gaetano Traina e i suoi nipoti Sirchia e Piediscalzi, sorge nel posto dove il 21 luglio del 1784 fù rivenuto il quadro in ardesia della Madonna della Provvidenza, nell’ex feudo Dammusi sul luogo dove era stata edificata un’ edicola votiva a ricordo del miracoloso evento. Il 21 luglio 2006 per Volontà del Vescovo Cataldo Naro fu elevato a "Santuario Mariano". Il ritrovamento tra mito e storia Secondo la voce popolare: Il 21 luglio 1784, Onofrio Zorba, un contadino di Borgetto, mentre dormiva nell’aia dopo la mietitura del grano, assieme a suoi compaesani e contadini di San Giuseppe dei Mortilli , fù svegliato dalla Madonna che gli indicò il luogo dove era sepolta la sua immagine. Stanco da una giornata di duro lavoro, Zorba credette fosse un sogno e quindi si riaddormentò. La Madonna lo risvegliò una seconda volta, ma come prima sopraffatto dalla stanchezza si rimise a dormire. La Beata Vergine allora lo scosse e gli ricordò di andare a scavare dove gli aveva indicato e di fare in fretta perchè i muli si stavano mangiando “i gregni”, i fasci di spighe raccolti. A quel punto Onofrio Zorba svegliò i suoi compagni, insieme legarono i muli e dopo una lunga discussione li convinse ad aiutarlo a fare quanto indicatogli dalla Madonna. Giunti nel luogo indicato, scavarono e scoprirono un quadro in ardesia raffigurante la Madonna della Provvidenza. Recuperato il quadro, dallo scavo sgorgò un rivolo d’acqua. Naque una disputa su chi dovesse custodire il quadro, i Murtiddara ne rivendicavano la titolarità della sua custodia, essendo stato il ritorvamento nelle Terre del Principe di San Giuseppe dei Mortilli, Onofrio e i suoi compaesani volevano invece portarlo a Borgetto. Intanto la notizia si diffuse e sul luogo accorse una gran folla di popolo, intervennero il Principe, il Parroco, le autorità civili e militari. Per dirimere la questione fù deciso di seguire l’ispirazione avuta dallo stesso Onofrio Zorba e cioè quella di mettere l’effige della Vergine su un carro trainato dai buoi, in questo modo sarebbe stata la Madonna stessa a scegliere dove andare. Al vespro, il carro trainato dai buoi si mise in movimento. I Burgitani tentarono innumerevoli volte di farli deviare per andare verso Borgetto ma inutilmente, i buoi si diressero a San Giuseppe dei mortilli e qui si fermarono davanti alla Cappella del SS.mo Cuore di Gesù presso il Palazzo del Principe Beccadelli di Bologna (e di San Giuseppe dei mortilli). Il Principe decretò che quello doveva essere il luogo dove doveva essere custodita la Sacra Immagine. La Madonna della Provvidenza richiamò un grande numero di devoti che arrivavano anche dai paesi vicini. Questo portò a eleggere la Vergine a Patrona di San Giuseppe dei Mortilli. Fù però pattuito che ogni anno, i fedeli portassero il quadro in processione nel luogo del ritrovamento e al termine delle celebrazioni ecclesiastiche, al vespro, lo riportassero  nel luogo di custodia. Su specifica richiesta dei borgetani il Principe decretò che a fine mietitura (15 Agosto “festa ri menz’austu”), alla Madonna venisse dedicato un ciclo di festeggiamenti dove non sarebbero dovuti mancare: messe solenni, processione per i corsi principali del paese, l’accompagnamento di una banda musicale e i fuochi d’artificio. Se anche una sola di queste disposizioni non fosse stata rispettata, il quadro sarebbe stato affidato ai Borgetani, che per “l’evenienza”, nel loro paese edificarono una Chiesa dedicata alla Madonna della Provvidenza. Questo patto è tutt’ora valido.
Il Santuario di Dammusi, luogo del ritrovamento del quadro La Madonna appare a Onofrio Zorba per indicargli il luogo dove scavare Devoti in attesa che inizi la processione Il quadro in ardesia raffigurante la Madonna della Provvidenza col Bambino Onofrio Zorba e i suoi compagni ritrovano il quadro della Madonna della Provvidenza Al vespro parte il carro, trainato dai buoi, con sopra il quadro con l'effige della Madonna, per stabilire dove custodirlo Archivio foto