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Testi di Hans Peter Isler tratti dall'opuscolo, "Da Jato a San Cipirello", Prodotto e distribuito da:  -Provincia Regionale di Palermo  -Comune di San Cipirello  Lo scavo dei quartieri residenziali della città nuova si e finora concentrato su una dimora signorile con cortile a colonnati,  chiamata perciò casa a peristilio". L'edificio occupa al pianterreno 800 metri quadrati ed era dotato su gran parte della sua  superficie, di un piano superiore. L'aspetto elegante della casa fa pensare a un proprietario di rango elevato. In assenza di  qualsiasi documento epigrafico ignoriamo purtroppo tutto di lui. Ma esistevano, a Iaitas, altre dimore di pretesa analoga, come  viene evidenziato da saggi dì scavo ad occidente e a nord est della casa a peristilio. Nella pianta della casa sì contano in tutto,  cortili compresi, 25 vani. L'approvvigionamento con acqua potabile era garantito da non meno di 4 cisterne d'acqua piovana, in  parte con copertura ad archi. La facciata della casa, rivolta a sud, era messa in rilievo da grandi blocchi dì calcare, privi di  funzione statica, poggianti su un muro di piccole pietre. Dallo spazio antistante il tempio dì Afrodite sì accedeva, per pochi  gradini. al vano d'ingresso. Passato questo vano, si raggiungeva il cortile a peristilio.  Da un'entrata secondaria, situata nel vano 7, sì accedeva al peristilio  tramite uno stretto corridoio; esso stabiliva un collegamento anche  con il cortile di servizio. I vani 3/4 e 12/13 dell'angolo sud-est, dì livello interno più basso rispetto al cortile  della casa, disponevano di ingressi autonomi. Sì tratta di botteghe certo subaffittate. L'uso dei vani 3/4 è  stato chiarito, Vasche dì pietra a livello del suolo attestano, assieme a resti di attrezzi caratteristici, una  "fullonica", una tintoria. Vi si lavavano e ricoloravano tessuti nuovi e usati. Lo scavo del cortile a peristilio  ha messo in luce i fusti dì colonna del pianoterra ancora eretti. Molti elementi architettonici giacevano fra dì  essi in posizione di crollo. Gli elementi architettonici in calcare locale, lavorati con cura fin nei minimi  particolari, sono dì ordine dorico e dì ordine ionico. Il colonnato del cortile era a due piani. Degli elementi  architettonici del peristilio è conservato il 30% circa, quanto basta per una ricostruzione grafica dell'alzato.  La galleria del piano superiore, con pavimento in cocciopesto, era delimitata da balaustre, L'area del cortile  era dotata dì un lastrico finemente levigato. Fra le colonne del pianoterra erano inserite barre di legno  smontabili. Le colonne sono, nella parte inferiore, sfaccettate anziché scannellate. Gli ambienti dì  rappresentanza della casa erano situati sul lato nord del cortile, Sono messi in evidenza dalle colonne del  vano di mezzo che lì separano dal cortile. La caratteristica pianta, con porte e finestre decentrate, lascia  intendere che i vani laterali erano sale da banchetto. Una casa greca includeva dì norma almeno una sala da  banchetto, Al piano superiore esistevano stanze dì pianta identica a quella del pianoterra. I tre ambienti dì  rappresentanza sì ripetevano dunque, allestiti, a detta dei reperti, in modo ancora più sfarzoso. In  corrispondenza a quelle doriche del pianoterra troviamo qui due colonne ioniche all'entrata. Ogni sala dì banchetto conteneva 9 letti, ciascuno dei quali poteva accogliere  due convitati. Nelle 4 sale da banchetto dei due piani si arrivava dunque ad ospitare comodamente 72 persone.  Il bagno (vano 21) era dotato dì un'anticamera (vano 22) e dì un ambiente ausiliare (vano 20), Disponeva di un lavandino, di cui non restava che il sostegno (distrutto, in  seguito allo scavo, dai visitatori), e dì una vasca da bagno incorporata. Il tutto non’è stato rinvenuto al suo stato originale, ma trasformato. La porta comunicante con il  vano 20 fu murata in un secondo tempo.  Bagni con vasche incorporate, in muratura, si riscontrano molto raramente in dimore private di epoca greca. Non a caso è proprio in Sicilia  che ne esiste qualche altro esempio. Si tratterà dì una comodità diffusa più nelle ricche zone periferiche del mondo greco che non nella Grecia  propria. Il muro nord del bagno (vano 21) era attraversato dal condotto d'acqua del lavandino e da una tubatura (non più conservata) per la  vasca, Qual'è la situazione al dì là del muro, nel vano 20? Con sorpresa sì constata che i condotti non continuano, ma sboccano in nicchie con  bacini, C'era dunque acqua corrente nel bagno perché veniva versata a mano nei condotti! Per  riscaldare l'acqua del bagno sì costruì una specie dì camino al dì sotto della vasca, con  apertura ad arco nel vano 20. Nel cortile ovest, dì servizio, sì trova una scala d'accesso al  piano superiore come pure, nell'angolo nord-ovest, il forno per il pane che sì faceva in casa.  La grande casa a peristilio si presenta oggi amplificata rispetto alla sua pianta originale: l'ala  ovest che include il bagno con gli ambienti annessi e il cortile dì servizio fu aggiunta in un  secondo tempo. L'angolo nord-ovest della pianta originale coincide con quello del vano 18,  come attestano gli enormi blocchi dì calcare destinati a stabilizzarlo.  Qual è la data delle varie fasi di costruzione? La casa a peristilio venne costruita intorno al  300 a.C. L'ala con il bagno venne aggiunta poco dopo, verso la metà circa del III secolo a.C. Il  reimpiego di alcuni dei vani dopo un crollo parziale della casa non può essere stato che di  breve durata. La distruzione definitiva avvenne verso il 50 d.C., sotto l'imperatore Claudio. 
Casa Peristilio