TEATRI  DI PIETRA 2011 MONTE JATO
ASSOCIAZIONE CULTURALE TEATRO SEGRETO Benevento Città Spettacolo XXVII edizione Edipo a Colono di Sofocle è forse il più alto paradigma poetico del dolore, da esso affiorano le radici di tutta l’espressività dell’angoscia cui ha dato vita l’arte occidentale. Il testo di Ruggero  Cappuccio rievoca il mito con una scrittura addensata nel moto sonoro di endecasillabi e settenari, spina dorsale di una lingua italiana antichissima e moderna, erosa al suo interno da siciliano e  napoletano. Così la storia di Edipo vive di una vitalità ferina, in cui il mondo basso materiale e corporeo costituisce l’essenza stessa della necessità poetica. Nella partitura per Roberto Herlitzka,  Edipo è uomo di questo tempo, assediato dai fantasmi che lo perseguitano e che egli stesso ama evocare. L’uccisione di un padre, l’incesto, la perdita del potere, l’accecamento volontario,  raccontano i drammi persistenti dell’umano attraverso la mutevolezza dei secoli. Laio, Giocasta, Antigone, Ismene, Eteocle,Polinice, Creonte, sono le apparizioni inquietanti di Edipo e di ogni  uomo, sono i nodi irrisolvibili che determinano la necessità del ripetere il dolore per rivivere la sfida al più alto dei misteri della cultura ellenistica e moderna: sé stessi.  Un’opera di grande valore stilistico e teatrale che, attraverso una scrittura sinfonica ritmata da suoni e accenti mediterranei lascia vibrare la forza della classicità in una tagliente polifonia del dire. 
SUL MONTE JATO IN SCENA IL MITO CLASSICO   SAN CIPIRELLO (*leas*) Il mito classico fa ritorno a Monte Jato dopo duemila anni. Ha preso il via  sabato e domenica la rassegna “Teatri di Pietra”, che per sei appuntamenti farà tappa anche nel teatro  greco di Iaitas. Ad inaugurare il cartellone jetino è Roberto Herlitzka, nei tormentati panni dell’Edipo a  Colono.  Una sublime interpretazione che meriterebbe da sola il prezzo del biglietto, la salita in fuoristrada e il  freddo. Ma a Monte Jato c’è anche uno spettacolo nello spettacolo. Ad offrirlo è il paesaggio dei resti di  un’antica civiltà sospesa fra cielo e vallata. Lo scopo della terza edizione della rassegna ideata da Aurelio  Gatti è creare una rete fra i teatri antichi. Un esperimento che è divenuto scommessa per i Comuni di San  Cipirello e San Giuseppe Jato. “Un modo per far conoscere e valorizzare l’area archeologica”, concordano  i due sindaci Tonino Giammalva e Giuseppe Siviglia. Un po’ più prudente è invece la sovrintendente  archeologica Francesca Spatafora: “Sono eventi che rappresentano un trauma per l’area di scavo. Ma se  non prevedono scenografie voluminose possono anche essere autorizzati”.     E l’Edipo a Colono di Ruggero Cappuccio punta all’essenziale. Una tenda per gli attori, il cielo e il  paesaggio naturale come scenografia: sono i segni tangibili di un ritorno alle più antiche rappresentazioni  greche. L’allestimento musicale, di Carlo Martinelli, accompagna l’assolo di un Edipo perso nel labirinto  delle ombre e prigioniero di un passato scritto nel destino.  E’ un Edipo senza tempo e con poco pubblico quello che però va in scena su Monte Jato. Il primo giorno  erano in sessanta a salutare il ritorno del mito classico. Qualcuno in più l’indomani. Quattordici, in tutto, i  paganti. Numeri ben al di sotto dei cento posti autorizzati dalla sovrintendenza. “Sono stati comunque  degli eroi – fa notare benevolmente l’attore Roberto Herlitzka – perché hanno sopportato il freddo e il  vento”. Su Monte Jato, a 850 metri di altezza, le temperature possono essere rigide anche in una sera  d’estate. “E poi sono abituato a recitare davanti ad un pubblico non numeroso  - si schernisce l’attore  torinese vincitore nel 2004 del Davide di Donatello -. Potrei farlo per un solo spettatore. Forse perché in  fondo recito per me stesso”. (si ringrazia per la gentile concessione l'autore) LEANDRO SALVIA pubblicato sul GIORNALE DI SICILIA del 17 luglio 2007 (pag.27)
Il vitalismo irredimibile di un “primo movimento” dell’uomo e della storia deflagra  come ritorno all’inseparabilità della bellezza, della morte, della gioia.  Abbiamo provato a rievocare, ad esplorare penetrali poetici arrendendoci e  abbandonandoci allo smarrimento, al buio, sciogliendo i sensi del contatto mortale con  pietre-parole così porose, così gelide così levigate e calde, così sapientemente  marcescenti e immortali da fondare con indescrivibile forza il labirinto di Edipo.  Da questa immersione speriamo di tornare con un piccolo segno di contagio, a  raccontare ciò che abbiamo sentito di quel buio e di quelle pietre, non ciò che quelle  pietre e quel buio pretendiamo debbano essere.  Non ci importava registrare l’antico canto di Sofocle deformandone il fascino, per  sbobinarne gli avanzi dinanzi al pubblico. Ci tentava il desiderio di cantare nuovamente  una struggente monodia in cui potesse occhieggiare il respiro di più voci, di echi  infiniti, noi stessi umile eco di quel primo suono da far cantare ed incantare un teatro .  Ruggero Cappuccio Assolo per Roberto Herlitzka Scritto e diretto da Ruggero Cappuccio Progetto scenico Mimmo Paladino Burattini di Ciro Damiano Immagini fotografiche Pasquale Calmieri Costumi Carlo Poggioli Allestimento sonoro e musiche Carlo Martinelli Assistente alla regia Daniela Capece si ringrazia per la collaborazione  l'addetto stampa Lavinia D’Agostino
Edizione del 2007 Edipo a Colono Edipo a Colono La riscoperta di Troia Elena Reportage Fotografico Home Il rosario Truculentus Orfeo dé pazzi Edizione 2007