TEATRI  DI PIETRA 2011 MONTE JATO Edizione del 2007
 Ritorno ad affontare Ghiannis Ritsos, dopo Fedra con Elisabetta Pozzi ho scelto Elena. questa volta a rappresentare questo personaggio attraverso la lirica di un  monologo straordinariamente visionario, è Mariangela D'Abbraccio.  All'interno frammenti di Euripide e di Hofmannsthal, piccole citazioni per meglio chiarire al pubblico l'ispirazione al mito classico.  Ritsos utilizza  Elena di Troia  per raccontarci una donna immaginariamente pluricentenaria, assediata dal fantasma maledetto della propria antica bellezza.  Sola nel  palazzo che fu teatro del suo rapimento da parte di Paride affronta i propri ricordi e l'arrivo della fine tra i pochi resti impolverati di gioielli e vestiti,  trofei di un passato fiero, sottratti al saccheggio di giovani e e sprezzanti ancelle.  Intorno a lei la proiezione immaginaria  di coloro che le  dedicarono la vita fino alle estreme conseguenze.   Con Mariangela la bellezza di Elena, sarà espressa come la traccia di una antica maschera, ancorata alla fine della vita come ultima e beffarda espressione di  una umanità trapassata, simbolo della resistenza alla devastazione del tempo e alla morte. 
SAN CIPIRELLO. (*leas*) Lo scenario di Iaitas “rapisce” Elena e incanta il suo pubblico. “Recitare  in questo luogo è stata un’emozione fortissima”, commenta l’attrice Mariangela D’Abbraccio nei  panni della figlia di Zeus e Leda. In scena, sabato e domenica scorsi, il monologo di “Elena”, scritto  dal greco Ghiannis Ritsos per la regia di Francesco Tavassi. Lo spettacolo fa parte della rassegna  Teatri di Pietra, che ha come obiettivo il riutilizzo delle aree archeologiche. E su Monte Jato, dove è  già andato in scena due settimane fa l’Edipo a Colono, sono in tutto sei gli appuntamenti del  cartellone realizzato da Capua antica festival. “Essere catapultati qui è stato un sogno”, racconta  l’attrice al termine del monologo lirico ispirato all’Iliade. Per ragioni di sicurezza gli spettacoli,  previsti alle 21 e 30, sono cominciati con tre ore di anticipo. A spiegare la differenza è la bella attrice  napoletana: “Recitare con la luce naturale ti regala un’emozione unica perché ti permette di vedere in  viso il tuo pubblico”. Ed è un pubblico “selezionato” quello che può assistere alla trasfigurazione del  mito classico che ci regala una Elena invecchiata e prigioniera di un’antica bellezza. Il primo giorno  sono circa 70 gli spettatori, di cui solo trenta i paganti. Il resto sono accrediti ed omaggi. Fra i primi  ad arrivare su Monte Jato c’è il cinquantaduenne Leonardo Todaro, che al termine traccia anche un  bilancio: “E’ stata un’esperienza interessante che deve essere ripetuta”. Ad incantare il pubblico, oltre  al dolore visionario di Elena, è sicuramente il paesaggio. Per la trentunenne jatina Ivana Taormina  “Monte Jato è un posto che merita di ospitare questo genere di rappresentazioni perchè possono  contribuire a promuoverne la bellezza”. E sono tanti, soprattutto fra i giovani, quelli che avrebbero  voluto assistere agli spettacoli ma sono stati scoraggiati dal prezzo del biglietto: “Per noi ragazzi 20  euro sono troppi – fa notare la ventitreenne Valentina Cannella- e non si capisce perché nessuno abbia pensato ad uno sconto per gli studenti”. Le rappresentazioni su Monte Jato, infatti, sono le più care  dell’intero cartellone della rassegna Teatri di pietra. A spiegare la scelta è Walter Amorelli di Capua  Antica Festival: “Potendo disporre solo di 150 posti puntavamo ad un spettacolo di nicchia e  temevamo che, con un prezzo più popolare, potessero sorgere dei problemi di accoglienza”. Domani e  giovedì toccherà all’opera dei pupi «La Riscoperta di Troia», dell’associazione «Figli d’arte  Cuticchio». (si ringrazia per la gentile concessione l'autore) LEANDRO SALVIA Giornale di Sicilia 31 luglio 2007
L'Elena di Ritsos è la speranza, o meglio la consapevoleza (che è  anche atto di fede del poeta) che qualcosa si salva sempre dal  naufragio, dalla distruzione totale.  Perchè "chissà - /là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là  che inizia / la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza  dell'uomo."  Francesco Tavassi   Di Ghiannis Ritsos Con Mariangela D’Abbraccio Allestimento scenico, luci e proiezioni Francesco Tavassi Costumi Maria Rosaria Donadio Musiche originali e suoni Giacomo Zumpano Regia Francesco Tavassi si ringrazia per la collaborazione l'addetto stampa Lavinia D’Agostino
Elena Edipo a Colono La riscoperta di Troia Elena Reportage Fotografico Home Il rosario Truculentus Orfeo dé pazzi Edizione 2007