Il Monte Agorą Casa Peristilio Tempio Afrodite Teatro La Valle Jato online, storia e cultura jatinavista attraverso i reportages fotografici di JatoNet Il Monte Jato cenni storici, masserie e casolari rurali l'archeologia con gli scavi sul Monte Jato, l'antiquarium delle case d'Alia e il museo etnoantropologico di San Cipirello Ricettivitą Calendari Cartoline Archivio
Testi di Hans Peter Isler tratti dall'opuscolo, "Da Jato a San Cipirello", Prodotto e distribuito da:  -Provincia Regionale di Palermo  -Comune di San Cipirello Il teatro della nuova città, largo in totale 68 m. è un monumento di grande pretesa. Dalle dimensioni della cavea risulta  che c'erano, in tutto, 35 gradinate con una capacità dì 4400 posti.  L'ambito degli spettatori, con le gradinate disposte a semicerchio, poggiava sul pendio naturale, sottostante la cima del  Monte Iato; solo l'ala orientale riposava su un ammasso artificiale, in seguito franato. Le tre gradinate inferiori, dì cui la terza provvista di schienale, servivano da posti d'onore per magi strati, sacerdoti e  ospiti della comunità.  Da un ambulacro retrostante i posti d'onore si accedeva, tramite 8 scalinate, alla cavea alta, suddivisa in 7 Settori. Un  secondo ambulacro facilitava l'accesso ai posti della somma  cavea non conservata. I sedili oggi mancanti furono per lo più  reimpiegatì nelle costruzioni medievali che vennero ad occupare  la zona del teatro antico.   L'orchestra, lo spazio circolare destinato alle danze del coro,  aveva un suolo di battuto: l'acqua piovana scolava, tramite un  tombino di pietra, nel canale che passa sotto la scena. L’edificio scenico, con i caratteristici parasceni laterali, e  ben conservato. Essi racchiudevano il palcoscenico, rialzato di  poco rispetto all'orchestra. All'interno dell'edificio scenico sì rinvennero numerosi pezzi di  pavimento del piano superiore e tegole rotte. Tale era la pianta originale dell'edificio scenico prima della  ristrutturazione del 200 a.C. circa, allorché il palcoscenico fu  alzato al livello del piano superiore e protratto nell'orchestra.  Si volle così rimodernare il teatro ormai centenario,  adattandolo alle nuove esigenze della regia. I palcoscenici alti si diffondono a quell'epoca in tutto il mondo greco; l'ampliamento in profondità e invece un tratto  siciliano adottato in seguito dall'architettura teatrale romana. Un ultimo ampliamento dell'edificio scenico che prevedeva  la chiusura degli accessi sul lato est e la costruzione dì un corridoio d'accesso al lato ovest è rimasto incompiuto.
Teatro